Cornelius a Lapide
Indice
Sinossi del Capitolo
Dio comanda che un falso profeta, e un amico che persuade al culto di un dio straniero, siano uccisi e lapidati; ma una città che praticava l'idolatria, comanda, al versetto 13, che sia interamente distrutta fino al bestiame, e tutti i suoi beni bruciati insieme con la città.
Testo della Vulgata: Deuteronomio 13,1-18
1. Se sorgerà in mezzo a voi un profeta, o uno che dice di aver visto un sogno, e predice un segno e un prodigio, 2. e ciò che ha detto si avvera, e vi dice: Andiamo e seguiamo altri dèi che non conoscete, e serviamoli; 3. non ascolterai le parole di quel profeta o sognatore, perché il Signore Dio vostro vi mette alla prova, affinché si conosca se lo amate o no, con tutto il vostro cuore e con tutta la vostra anima. 4. Seguite il Signore Dio vostro, e temetelo, e osservate i suoi comandamenti, e ascoltate la sua voce: Lui servirete, e a Lui vi unirete. 5. Ma quel profeta o fabbricante di sogni sarà messo a morte; perché parlò per distogliervi dal Signore Dio vostro, che vi trasse fuori dalla terra d'Egitto e vi riscattò dalla casa di schiavitù: per farvi deviare dalla via che il Signore Dio vostro vi ha comandato; e toglierai il male di mezzo a te. 6. Se tuo fratello, figlio di tua madre, o tuo figlio o tua figlia, o la moglie che è nel tuo seno, o un amico che ami come la tua stessa anima, cerca di persuaderti, dicendo segretamente: Andiamo e serviamo altri dèi che non conosci, né tu né i tuoi padri, 7. di tutte le nazioni circostanti, vicine o lontane, da un capo all'altro della terra, 8. non acconsentire a lui, né ascoltarlo, né il tuo occhio lo risparmi, per averne pietà o per nasconderlo, 9. ma lo ucciderai immediatamente; la tua mano sia la prima su di lui, e poi tutto il popolo getti la sua mano. 10. Sarà lapidato a morte: perché volle distoglierti dal Signore Dio tuo, che ti trasse fuori dalla terra d'Egitto, dalla casa di schiavitù; 11. affinché tutto Israele udendo tema, e non faccia mai più nulla di simile. 12. Se udrai in una delle tue città, che il Signore Dio tuo ti darà per abitarvi, che alcuni dicono: 13. Figli di Belial sono usciti di mezzo a voi, e hanno sviato gli abitanti della loro città, e hanno detto: Andiamo e serviamo altri dèi, che non conoscete: 14. indaga con cura e diligenza; e se, esaminata la verità della cosa, trovi che ciò che si dice è certo, e che questa abominazione è stata compiuta in opera, 15. colpirai immediatamente gli abitanti di quella città col taglio della spada, e la distruggerai, e tutto ciò che è in essa, fino al bestiame; 16. qualunque bene vi sia, lo radunerai in mezzo alle sue strade, e lo brucerai insieme con la città, cosicché tu consumi tutto per il Signore Dio tuo, e sia un cumulo perpetuo: non sarà ricostruita, 17. e nulla di quella cosa maledetta aderirà alla tua mano: cosicché il Signore si plachi dall'ardore della sua ira, e abbia misericordia di te, e ti moltiplichi come giurò ai tuoi padri, 18. quando avrai udito la voce del Signore Dio tuo, osservando tutti i suoi comandamenti che io ti comando oggi, affinché tu faccia ciò che è gradito al cospetto del Signore Dio tuo.
Versetto 2: Andiamo dietro ad altri dèi
2. ANDIAMO DIETRO AD ALTRI DÈI CHE NON CONOSCETE — ossia, che non conoscete come dèi, perché non vi hanno mostrato quei segni di divinità e di provvidenza che io mostrai in Egitto e nel deserto.
Versetto 3: Il Signore vi mette alla prova
3. IL SIGNORE VI METTE ALLA PROVA (cioè permette che siate messi alla prova). — Poiché, come dice san Giacomo, capitolo 1, 13, Dio propriamente non tenta nessuno; ma Dio permette che siate tentati, affinché per mezzo di ciò risplenda e sia evidente a tutti se amate Dio o no.
Applicazione morale: tre modi in cui Dio ci mette alla prova
Moralmente, san Gregorio, Moralia XXVIII, capitolo VII: «In tre modi», dice, «il nostro Creatore è solito interrogarci. Primo, quando colpisce con la severità del flagello, e mostra quanta pazienza è in noi o ci manca.» Così interrogò san Giobbe. In secondo luogo, quando comanda ciò che già non vogliamo fare, e ci fa conoscere la nostra obbedienza o disobbedienza. Così interrogò Abramo, comandandogli di sacrificare il figlio, Genesi XXII. Così anche qui è detto: «Il Signore Dio vostro vi mette alla prova, per sapere se lo amate. Poiché il mettere alla prova da parte di Dio è interrogarci con grandi comandamenti. Il suo sapere, inoltre, è far conoscere a noi stessi la nostra obbedienza. In terzo luogo, quando ci rivela alcune cose nascoste, e ne nasconde altre, e ci fa conoscere la misura della nostra umiltà.» Così fece con san Paolo, quando questi esclamò: «O profondità delle ricchezze della sapienza e della scienza di Dio!»
Affinché si conosca
AFFINCHÉ SI CONOSCA. — In ebraico e in greco si legge, affinché Egli conosca; cioè, Dio per esperienza e per l'esito, ciò che preconosceva per prescienza dall'eternità. Altrimenti, sant'Agostino, libro I del Sulla Genesi contro i Manichei, capitolo XXII: Affinché Egli conosca, dice, cioè affinché ci faccia conoscere quanto siamo progrediti nel suo solido amore. Pensino lo stesso i fedeli, e si armino con questo pensiero quando sorgono eresie, come magnificamente insegna Vincenzo di Lérins nel suo libro Contro le eresie, dove egli insiste su questo passo del Deuteronomio.
Versetto 5: Per farvi deviare dalla via
5. PER FARVI DEVIARE DALLA VIA CHE IL SIGNORE VI HA COMANDATO. — «Dalla via», cioè dal modo di vivere e di servire Dio. La parola ebraica derech, cioè via, significa modo di vivere, condotta, istituzione, tenore di vita.
Versetto 9: Lo ucciderai immediatamente
9. MA LO UCCIDERAI IMMEDIATAMENTE (cioè lo accuserai, affinché sia immediatamente ucciso; segue infatti) LA TUA MANO SIA LA PRIMA SU DI LUI, cioè tu per primo getta una pietra su di lui, poi tutto il popolo; il che non può intendersi se non di uno che sia stato pubblicamente condannato per mezzo di accusatori e giudici.
Versetto 13: Figli di Belial
13. FIGLI DI BELIAL SONO USCITI, E HANNO SVIATO — cioè gli apostati cominciarono a sviare il popolo. Insorgere e uscire significa spesso nella Scrittura cominciare e intraprendere qualche impresa, come dissi sopra.
Figli di Belial sono uomini ribelli e malvagi, che gettano via il giogo della legge e di Dio, ossia figli del diavolo: il diavolo fu infatti il primo Belial; cioè il primo apostata. I Settanta traducono paranomoi, cioè fuorilegge. Si veda quanto detto su 2 Corinzi VI.
L'enallage di persona
SERVIAMO ALTRI DÈI, CHE NON CONOSCETE. — Vi è qui un'enallage di persona; poiché «serviamo» è la voce degli apostati, ma «che non conoscete» è la voce di Dio; gli apostati avrebbero detto infatti: Che conoscete come famosi e celebri tra le nazioni.
Versetto 15: Colpirai immediatamente
15. COLPIRAI IMMEDIATAMENTE. — Per questa strage, tutto Israele era radunato, come fu fatto contro i Rubeniti, Giosuè XXII, 12.
Versetto 16: Consumerai per il Signore
16. CONSUMERAI PER IL SIGNORE DIO TUO — cioè in onore del tuo Dio; era infatti un grande atto di culto di Dio, e per così dire una sorta di sacrificio, distruggere e punire quegli uomini, così ingiuriosi verso Dio, blasfemi e sacrileghi, insieme con tutti i loro beni, e stabilire l'anatema, come esempio per gli altri: per cui Tertulliano nello Scorpiace, capitolo II, chiama questi anatemi «devotamenta» (cose votate alla distruzione).