Cornelius a Lapide

Esodo XI


Indice


Sinossi del Capitolo

Predice e descrive l'ultima piaga d'Egitto, ossia la strage dei primogeniti, prima che gli Ebrei, al versetto 2, vengano ammoniti dal Signore a spogliare l'Egitto. Tuttavia questo spogliamento non fu compiuto prima (come alcuni vogliono), ma dopo la strage dei primogeniti, come risulta dal capitolo 12, versetto 35, e dal presente capitolo, versetti 1 e 2.


Testo della Vulgata: Esodo 11,1-10

1. E il Signore disse a Mosè: Ancora una piaga manderò su Faraone e sull'Egitto, e dopo queste cose vi lascerà andare e vi costringerà a partire. 2. Dirai dunque a tutto il popolo che ogni uomo chieda al proprio amico, e ogni donna alla propria vicina, vasi d'argento e d'oro. 3. E il Signore concederà grazia al Suo popolo agli occhi degli Egiziani. E Mosè era un uomo assai grande nella terra d'Egitto, agli occhi dei servi di Faraone e di tutto il popolo. 4. E disse: Così dice il Signore: A mezzanotte io uscirò in Egitto, 5. e ogni primogenito nella terra degli Egiziani morirà, dal primogenito di Faraone che siede sul suo trono, fino al primogenito della serva che sta alla macina, e tutti i primogeniti delle bestie. 6. E vi sarà un grande grido in tutta la terra d'Egitto, quale non vi fu prima né vi sarà in seguito. 7. Ma presso tutti i figli d'Israele non abbaierà neppure un cane, dall'uomo fino al bestiame, affinché sappiate con quanto grande miracolo il Signore divide gli Egiziani e Israele. 8. E tutti questi tuoi servi scenderanno a me e mi adoreranno, dicendo: Esci tu, e tutto il popolo che ti è soggetto; dopo ciò noi partiremo. 9. E uscì dalla presenza di Faraone grandemente adirato. E il Signore disse a Mosè: Faraone non vi ascolterà, affinché molti segni si compiano nella terra d'Egitto. 10. E Mosè e Aronne fecero tutti i prodigi che sono scritti dinanzi a Faraone. E il Signore indurì il cuore di Faraone, e questi non lasciò partire i figli d'Israele dalla sua terra.


Versetto 1: E il Signore disse a Mosè

E IL SIGNORE DISSE. — Il Signore disse queste cose a Mosè mentre Mosè stava ancora davanti a Faraone alla fine del capitolo precedente. Infatti Mosè, avendo ricevuto qui per divina rivelazione quest'ultima piaga dei primogeniti, la predisse e la annunciò allo stesso Faraone; poi si allontanò da lui adirato, come risulta qui al versetto 9. Del resto, risulta dalla fine del capitolo precedente che Mosè non si presentò mai più davanti a Faraone.

Da ciò è chiaro che Dio disse queste cose a Mosè non con una locuzione corporea, ma immaginaria, o piuttosto intellettuale, e che aveva parlato con lui tante volte prima in modo simile, come ho detto all'inizio del capitolo 6; infatti non era degno né conveniente che Dio si presentasse a farsi vedere da Mosè in forma corporea davanti a Faraone.

VI LASCERÀ ANDARE. — In ebraico si aggiunge kalah, cioè completamente, o del tutto, vale a dire: Non farà più alcuna eccezione, come ha fatto finora, ma vi lascerà andare pienamente con le vostre pecore e tutti i vostri beni.


Versetto 2: Chieda ciascuno al proprio amico

CHIEDA — cioè quando, dopo la piaga dei primogeniti, Faraone vi costringerà a uscire dall'Egitto per sacrificare; «chieda» non come dono, ma come prestito, come chi prende in prestito senza mai restituire, ma piuttosto per trattenere il prestito in virtù della Mia donazione; infatti Io dono e condono a voi questo prestito.

AL PROPRIO AMICO — al proprio prossimo, vicino o compagno; poiché questa è la parola ebraica rea. Da ciò risulta che non soltanto gli Ebrei ma anche gli Egiziani abitavano a Gosen. Pertanto anche nel capitolo 12, gli Ebrei ricevono l'ordine di segnare le loro case con il sangue di un agnello, affinché l'angelo sterminatore le distinguesse da quelle degli Egiziani. Perciò gli Ebrei chiesero questi vasi ai loro vicini, ai loro amici, ai loro padroni; poiché molti di loro erano servi e serve degli Egiziani.

VASI D'ARGENTO E D'ORO — come se doveste usarli per il sacrificio che state preparando, e in essi ricevere il sangue delle vittime, il fior di farina, il sale, il fuoco, l'incenso e le altre cose che appartengono al sacrificio. La Settanta aggiunge dal capitolo 12, versetto 35, «e vesti,» come se doveste adornarvi con esse per una così grande solennità e sacrificio.


Versetto 3: Concederà grazia

CONCEDERÀ GRAZIA — affinché gli Ebrei, chiedendo questi vasi e vesti agli Egiziani, risultassero loro graditi e sembrasse che chiedevano cosa giusta, conveniente e che doveva essere loro concessa. Infatti i cuori degli uomini sono nella mano di Dio, cosicché coloro che prima erano oppressori, Egli ora li rende improvvisamente non soltanto mansueti e amichevoli, ma perfino generosi.

E MOSÈ ERA UN UOMO GRANDE — vale a dire: Perciò Faraone non osò toccarlo o fargli del male mentre parlava così liberamente e faceva minacce; inoltre, perciò gli Egiziani prestarono più facilmente i loro vasi agli Ebrei.


Versetto 4: A mezzanotte io uscirò

E DISSE — Mosè, ispirato da Dio, disse a Faraone. Ritorna a ciò che avvenne alla fine del capitolo 10, come ho detto al versetto 1.

A MEZZANOTTE — nella notte successiva, quella cioè che seguì il quattordicesimo giorno del primo mese di Nisan. Infatti in quel quattordicesimo giorno verso sera celebrarono la Pasqua, durante la quale, dopo che i primogeniti furono uccisi di notte, gli Ebrei uscirono liberi dall'Egitto. Perciò Mosè disse queste cose la mattina del quattordicesimo giorno di Nisan, prima di uscire dalla corte di Faraone. Siamo ammoniti qui, dice Ruperto, a non dormire ma a essere sobri e vigilanti; poiché in modo simile, all'improvviso, quando meno ce lo aspettiamo, il Signore verrà per il giudizio. Infatti, come è detto in Matteo 25: «A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo viene, uscitegli incontro.» Di conseguenza, per bocca di Davide la Chiesa dice: «A mezzanotte mi alzavo per renderti grazie.»

In verità, che Gesù Cristo verrà davvero di notte per il giudizio, per distruggere gli Egiziani, cioè i reprobi, da questa figura e da Matteo capitolo 25, versetto 6, insegnano San Giovanni Crisostomo, Teofilatto e Girolamo in quel passo, il quale aggiunge che questa è una tradizione apostolica. Altri, tuttavia, pensano che Cristo verrà al mattino. Ma di questa materia si deve trattare altrove.

USCIRÒ IN EGITTO — non mutando luogo, ma azione: poiché coloro che finora ho conservato in vita, li distruggerò e li ucciderò. Colui che dunque era assente dall'Egitto come vendicatore, ora vi entrerà come vincitore e li visiterà con la Sua vendetta. Infatti, benché tra loro molti piccoli siano innocenti, essi sono tuttavia figli di colpevoli, e pertanto sono, per così dire, una parte dei loro padri nocivi e ribelli, che Egli ha decretato di punire con la morte dei loro figli. Dio infatti è il Signore dei colpevoli e degli innocenti, della vita e della morte, sicché può togliere la vita agli innocenti non ingiustamente, come loro Signore; ai colpevoli poi può giustissimamente strapparla, come vendicatore dei mali.


Versetto 5: Ogni primogenito morirà

E OGNI PRIMOGENITO MORIRÀ, DAL PRIMOGENITO DI FARAONE CHE SIEDE SUL SUO TRONO — che regna insieme con il padre, oppure che sta per sedere sul trono e regnare dopo il padre.

FINO AL PRIMOGENITO DELLA SERVA CHE STA ALLA MACINA — che gira le mole, cioè le macine a mano, nel panificio. Come per dire: Questa distruzione si estenderà a tutti, dal più nobile al più umile. Giustamente sono puniti con la strage dei primogeniti coloro che avevano oppresso gli Ebrei, il popolo primogenito di Dio, e avevano ucciso la loro prole maschile, dice Teodoreto.


Versetto 6: Vi sarà un grande grido

E VI SARÀ UN GRANDE GRIDO. — Questa piaga infatti colpì tutti universalmente. Quando più tardi Faraone fu sommerso con i suoi uomini, quella piaga non toccò tutte le case, ma soltanto quelle dei soldati di Faraone; né gli Egiziani si dolsero molto della morte di Faraone, poiché era per colpa sua che avevano subito così grandi calamità e sventure.


Versetto 7: Non abbaierà neppure un cane

MA PRESSO TUTTI I FIGLI D'ISRAELE NON ABBAIERÀ NEPPURE UN CANE, DALL'UOMO FINO AL BESTIAME. — È un proverbio ebraico, che significa: Nessuno tra gli uomini, nessun animale gemerà o muggirà, nemmeno un cane, che abbaia al minimo rumore; ma presso tutti vi sarà la pace più profonda.

Ma poiché la parola «dall'uomo» in ebraico ha l'articolo del dativo, e poiché un cane non è propriamente annoverato tra gli uomini, perciò in secondo luogo, e più genuinamente, si può spiegare con il Caldeo e Vatablo così: Né agli uomini né al bestiame dei figli d'Israele abbaierà alcun cane, poiché presso di loro non vi sarà alcuna piaga di morte, e di conseguenza nessun lutto e lamentazione, durante i quali, più degli altri animali, i cani sono soliti ululare e abbaiare; ma vi sarà presso di loro la quiete più profonda.


Versetto 8: Tutti i tuoi servi scenderanno

E TUTTI I TUOI SERVI SCENDERANNO — anzi persino tu, o Faraone, il che tuttavia passo sotto silenzio per riguardo al tuo onore, come risulta dal capitolo 12, versetto 31.


La decima piaga: la strage dei primogeniti

Questa fu la decima piaga, ossia la strage dei primogeniti, sia degli uomini sia di tutti gli animali, inflitta nel capitolo seguente, versetto 29, e fu amarissima. In primo luogo, perché i figli primogeniti sono sommamente cari e preziosi ai loro genitori, specialmente poiché tra questi primogeniti molti erano figli unici e soli eredi dei loro genitori. In secondo luogo, perché ogni famiglia, colpita da questa piaga, si lamentava. In terzo luogo, perché anche Faraone perse il suo figlio primogenito a causa di questa piaga. In quarto luogo, perché questa strage avvenne a mezzanotte; per cui questa piaga spinse Faraone a lasciar andare gli Ebrei senza condizioni, i quali in quella stessa notte radunarono i loro averi e partirono. In quinto luogo, insieme con questa piaga Apis e gli altri dèi degli Egiziani furono abbattuti, come risulta dal capitolo 12, versetto 12.

Si può domandare se questa strage fu compiuta da un angelo buono o da uno cattivo. Lirano e Abulense ritengono che sia stata compiuta da un angelo cattivo. Lo provano dal capitolo 12, versetto 23, dove si dice: «Il Signore non permetterà allo sterminatore di entrare nelle vostre case e di farvi del male.» Dunque questo sterminatore era cattivo, poiché voleva nuocere agli Ebrei, che erano il popolo di Dio (cosa che un angelo buono non avrebbe fatto); ma Dio non lo permise.

Ma Pererio e altri più probabilmente giudicano che sia stata compiuta da un angelo buono, poiché per mezzo di un tale angelo furono inflitte le altre piaghe, come ho detto nel capitolo 7, verso la fine della Questione 4. All'argomento rispondo: al posto di «non permetterà», in ebraico il termine è «non darà», vale a dire: Dio, ordinando e prescrivendo tutte queste cose all'angelo, gli comanderà di colpire gli Egiziani ma di oltrepassare le vostre case, o Ebrei. Così non gli darà il potere di nuocervi; dal che non segue che questo angelo volesse nuocere agli Ebrei, ma soltanto che non aveva ricevuto da Dio l'incarico di far loro del male. Così dice Caietano. Si aggiunga che tra gli Ebrei vi erano alcuni di vita impura e malvagia, che l'angelo avrebbe potuto e voluto giustamente colpire, se Dio lo avesse permesso.

Si noti che non uno solo ma molti angeli compirono questa strage, come risulta dal Salmo 77, versetto 49. Infatti questa strage fu compiuta nello stesso istante ovunque, in ogni singola città e villaggio per tutto l'Egitto. Ma il medesimo angelo non poteva trovarsi in tanti luoghi nello stesso istante e compiere una così grande carneficina con tale discernimento. Diverso fu il caso nell'esercito di Sennacherib, nel quale, essendo l'esercito riunito, un solo angelo in una notte uccise 185.000 uomini (4 Re, capitolo 19). Pertanto Pererio ritiene probabilmente che in ciascuna città vi fosse un angelo che uccideva i primogeniti degli Egiziani.


Chi si intende per primogeniti?

Si può domandare in secondo luogo: chi si intende qui per primogeniti? Rispondo: tutti coloro che erano nati per primi dai loro genitori, sia che avessero figli sia che non ne avessero, e sia che i loro genitori fossero vivi sia che non lo fossero. Pertanto tutti i capifamiglia che erano primogeniti furono uccisi qui, e parimenti i loro genitori, e perfino i loro figli, se erano primogeniti. Per cui, poiché Faraone non fu ucciso qui, è chiaro che egli non era un primogenito, ma era succeduto al regno dopo che il primogenito era morto o era stato scartato. Abulense aggiunge che i primogeniti qui si intendono sia femmine sia maschi, e sia che fossero primogeniti rispetto a entrambi i genitori sia rispetto a uno solo. Ciò posto, poteva accadere che in una sola casa vi fossero molti primogeniti: per esempio, il capofamiglia poteva essere il primogenito dei suoi genitori, e sua moglie la primogenita dei suoi, e il figlio di entrambi il primogenito; e se quel padre avesse avuto più mogli e figli da ciascuna, rispetto a ciascuna moglie vi era un primogenito, cosicché in una sola famiglia potevano esservi cinque o più primogeniti. Abulense ritiene che tutti costoro furono uccisi in questa piaga, e così poté facilmente accadere ciò che dice la Scrittura nel capitolo 12, versetto 30: «Non vi era infatti casa in cui non giacesse un morto.» Dio, tuttavia, in cambio di questi primogeniti degli Ebrei qui preservati, richiese che soltanto i loro primogeniti maschi gli fossero offerti (capitolo 13, versetto 12).

Si ascolti il Sapiente parlare di questa strage nel capitolo 18: «Mentre un quieto silenzio avvolgeva ogni cosa, e la notte era a metà del suo corso, la Tua parola onnipotente, o Signore, balzando dal cielo dal Tuo trono regale, quale fiero guerriero si lanciò in mezzo alla terra di sterminio, portando il Tuo sincero comando come una spada affilata, e stando riempì ogni cosa di morte, e stando sulla terra giungeva fino al cielo.» Da ciò sembrerebbe che l'angelo uccise questi primogeniti non con una pestilenza ma con la spada. Ma «spada» nella Scrittura significa ogni strumento, ogni arma, ogni genere di morte, come ho detto altrove. Né l'angelo ha bisogno di una spada; poiché assai facilmente, spezzando il cuore, o colpendo le parti vitali, o soffocando, e con altri mezzi simili, può da solo uccidere gli uomini, così come noi schiacciamo e uccidiamo le pulci con un dito.


Significato mistico della strage dei primogeniti

In senso tropologico, Sant'Agostino, nel suo libro Sulla concordanza dei dieci comandamenti con le dieci piaghe d'Egitto, dice: Coloro che peccano contro il decimo comandamento — «Non desiderare» — mediante frodi, rapine e altre ingiustizie, sono puniti con la morte dei loro primogeniti, poiché non restano eredi per i beni mal acquisiti. E non di rado i loro figli e eredi, anche i primogeniti, muoiono; poiché i beni mal acquisiti vanno malamente perduti, e «il terzo erede non gode di ciò che fu ingiustamente acquisito.»

In secondo luogo, i primogeniti degli Egiziani sono il diavolo e i suoi angeli, che Cristo distrusse con la Sua venuta. Ancora, essi sono gli eresiarchi e gli inventori di false religioni, che la verità di Cristo estingue insieme ai loro autori. Così dicono Origene e Sant'Agostino (Sermone 87, Sul tempo).

In terzo luogo. Pererio dice: Gli Egiziani sono i nemici dei fedeli, cioè il diavolo e il mondo. I primogeniti del diavolo sono il peccato, specialmente quello originale, dice Ruperto, e la morte. Infatti il primo genitore del peccato fu Lucifero e il serpente nel paradiso, e per la sua invidia la morte entrò nel mondo. Cristo li uccise quando distrusse la nostra morte morendo e restaurò la vita risorgendo. I primogeniti del mondo sono la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita: questi la grazia di Cristo uccide mediante la purezza della carne e del cuore, la povertà dello spirito e l'umiltà della mente. Non sono forse i primogeniti del mondo le ricchezze, gli onori, i piaceri e la vanagloria? Cristo li colpì nascendo nel cuore della notte. Infatti schiacciò le ricchezze con la mirabile povertà della mangiatoia, gli onori con l'inaudita umiltà delle tenebre, e i piaceri con l'asprezza della stalla stessa. Pertanto ora la povertà rivendica per sé il nome di ricchezze; le ricchezze sono chiamate indigenza; la vergogna, lo scherno e gli obbrobri sopportati per Cristo sono chiamati onori; la croce è chiamata gloria; la morte, vita; il carcere, libertà.


Versetto 9: Uscì grandemente adirato

E USCÌ DALLA PRESENZA DI FARAONE GRANDEMENTE ADIRATO — per tanta tergiversazione, ostinazione e ribellione di Faraone.

E IL SIGNORE DISSE A MOSÈ. — È un epilogo e sommario dei capitoli precedenti, vale a dire: Il Signore aveva detto a Mosè, cioè prima che le piaghe fossero inviate contro gli Egiziani (capitolo 3, versetto 19).


Versetto 10: Non lasciò partire i figli d'Israele

NON LASCIÒ PARTIRE I FIGLI D'ISRAELE — fino a questo punto, cioè fino alla decima piaga. Nella decima infatti li lascerà andare, come vedremo nel capitolo seguente, versetto 30.