Cornelius a Lapide
Indice
Sinossi del Capitolo
Gli Ebrei offrono più di quanto sia necessario per il tabernacolo, onde Mosè vieta ulteriori offerte. In secondo luogo, al versetto 8, si costruisce il tabernacolo: cioè dieci cortine ricamate, coperture di pelo di capra, coperture di pelli; e al versetto 20, le assi; al versetto 31, le traverse; al versetto 35, i veli davanti al Santo dei Santi e davanti al Santo.
Testo della Vulgata: Esodo 36,1-38
1. Besaleel dunque e Ooliab e ogni uomo sapiente, ai quali il Signore aveva dato sapienza e intelligenza, affinché sapessero lavorare con perizia tutte le cose necessarie agli usi del Santuario, e quelle che il Signore aveva comandato, si misero all'opera. 2. E quando Mosè ebbe chiamato loro e ogni uomo esperto, al quale il Signore aveva dato sapienza, e che di propria spontanea volontà si erano offerti a compiere l'opera, 3. consegnò loro tutte le offerte dei figli d'Israele. E mentre essi erano intenti all'opera, il popolo ogni mattina offriva i suoi doni volontari. 4. Onde gli artefici furono costretti a venire, 5. e dissero a Mosè: Il popolo offre più di quanto sia necessario. 6. Mosè comandò pertanto che per voce di araldo si proclamasse: Né uomo né donna offra più nulla per l'opera del Santuario. E così cessarono dall'offrire doni, 7. perché le cose offerte erano sufficienti e più che abbondanti. 8. E tutti i sapienti di cuore, per compiere l'opera del tabernacolo, fecero dieci cortine di bisso ritorto, di giacinto, di porpora e di scarlatto tinto due volte, con opera varia e arte del ricamo: 9. delle quali ciascuna aveva ventotto cubiti di lunghezza e quattro di larghezza. Una sola misura era per tutte le cortine. 10. Ed egli congiunse cinque cortine l'una all'altra, e le altre cinque accoppiò insieme. 11. Fece anche anelli di giacinto sul bordo di una cortina da ciascun lato, e sul bordo dell'altra cortina similmente, 12. affinché gli anelli si trovassero l'uno di fronte all'altro e potessero essere congiunti insieme. 13. Onde fuse anche cinquanta cerchi d'oro per stringere gli anelli delle cortine, e così fu fatto un solo tabernacolo. 14. Fece anche undici coperture di pelo di capra per coprire il tetto del tabernacolo: 15. una copertura aveva trenta cubiti di lunghezza e quattro cubiti di larghezza; tutte le coperture erano di una sola misura: 16. delle quali ne congiunse cinque a parte, e altre sei separatamente. 17. E fece cinquanta anelli sul bordo di una copertura, e cinquanta sul bordo dell'altra copertura, affinché potessero essere congiunte l'una all'altra; 18. e cinquanta fibbie di bronzo, con cui il tetto potesse essere congiunto, affinché da tutte le coperture si facesse un'unica copertura. 19. Fece anche una copertura per il tabernacolo di pelli di montone tinte di rosso, e un'altra copertura sopra di essa di pelli violacee. 20. Fece anche le assi del tabernacolo di legno di setim, diritte in piedi. 21. La lunghezza di un'asse era di dieci cubiti, e la larghezza di un cubito e mezzo. 22. C'erano due incastrature per ogni asse, affinché l'una potesse essere congiunta all'altra. Così fece per tutte le assi del tabernacolo, 23. delle quali venti erano sul lato meridionale verso l'Austro, 24. con quaranta basi d'argento. Due basi erano poste sotto ciascuna asse da entrambe le parti degli angoli, dove le incastrature dei lati terminano negli angoli. 25. Anche sul lato del tabernacolo che guarda verso l'Aquilone, fece venti assi, 26. con quaranta basi d'argento, due basi per ciascuna asse. 27. Ma verso l'Occidente, cioè verso quella parte del tabernacolo che guarda il mare, fece sei assi, 28. e due altre a ciascun angolo del tabernacolo di dietro: 29. le quali erano congiunte dal basso fino in cima, e venivano portate ugualmente in un'unica compagine. Così fece da entrambe le parti agli angoli: 30. cosicché vi fossero otto assi insieme e avessero sedici basi d'argento, cioè due basi sotto ciascuna asse. 31. Fece anche traverse di legno di setim, cinque per tenere insieme le assi di un lato del tabernacolo, 32. e cinque altre per fissare insieme le assi dell'altro lato; e oltre a queste, cinque altre traverse per il lato occidentale del tabernacolo verso il mare. 33. Fece anche un'altra traversa, che passasse attraverso il mezzo delle assi da un angolo all'altro. 34. E le assi stesse le rivestì d'oro, fondute le loro basi d'argento. E fece i loro anelli d'oro, attraverso i quali potessero essere introdotte le traverse: e coprì le traverse stesse con lamine d'oro. 35. Fece anche il velo di giacinto, di porpora, di scarlatto e di bisso ritorto, con opera ricamata, varia e distinta; 36. e quattro colonne di legno di setim, le quali con i loro capitelli rivestì d'oro, fondute le loro basi d'argento. 37. Fece anche una cortina all'ingresso del tabernacolo di giacinto, di porpora, di scarlatto e di bisso ritorto, con arte dell'ago; 38. e cinque colonne con i loro capitelli, le quali ricoprì d'oro, e fuse le loro basi di bronzo.
Sulla ripetizione ebraica
Questa è la ripetizione ebraica minuta e particolareggiata di tutte le cose che il Signore comandò di fare nei capitoli 25, 26, 27, 28 e 30, affinché si mostri che esse furono qui compiute e portate a termine. Una simile ripetizione è consueta presso gli Orientali e presso altri popoli, come si può vedere presso i Moscoviti, i quali, ogni volta che si rivolgono al loro Duca o Principe, altrettante volte ripetono e recitano tutti i suoi titoli in una lunga serie ordinata.
Nota: il nostro Traduttore in questa ripetizione non rende parola per parola, ma il senso, e abbraccia brevemente la ripetizione ebraica, traendo anche alcune cose a modo di spiegazione da quanto si è detto sopra; ciò infatti è concesso alla libertà, all'ingegno e al giudizio del traduttore.
Versetto 3: Il popolo offriva i suoi voti
3. Il popolo OFFRIVA i suoi voti (doni volontari). — Così dice il Caldeo.
Versetto 9: Mosè comandò che fosse proclamato
9. MOSÈ COMANDÒ PERTANTO CHE PER VOCE DI ARALDO FOSSE PROCLAMATO. — In ebraico: Mosè fece passare una voce attraverso l'accampamento, cioè lo proclamò con la tromba e con la voce dell'araldo.
Versetto 14: Per coprire il tetto del tabernacolo
Versetto 14. PER COPRIRE IL TETTO DEL TABERNACOLO — cioè, per la costruzione del tetto, ovvero per completare il tetto che avrebbe coperto e protetto il tabernacolo: poiché, come ho detto al capitolo 35, versetto 11, miscan, cioè il tabernacolo, è precisamente ciò che qui si chiama la parte più bassa del tabernacolo, cioè il velo delle cortine ricamate; ma il secondo, fatto di pelo di capra, che copriva il primo ricamato, è chiamato tetto, in ebraico ohel, così come il terzo è chiamato michse, che era una copertura di pelli.
Versetto 18: Con cui il tetto potesse essere congiunto
18. CON CUI IL TETTO POTESSE ESSERE CONGIUNTO — «Tetto», cioè il secondo velo, ovvero la copertura di pelo di capra che copriva il tabernacolo, come ho detto al versetto 14.
Versetto 33: Fece anche un'altra traversa
33. FECE ANCHE UN'ALTRA TRAVERSA — Il nostro Traduttore non fece menzione alcuna di questa traversa al capitolo 26, versetto 28. I Settanta tuttavia, ed altri, ne fecero ivi menzione; poiché nell'ebraico vi sono pressoché le stesse parole lì che qui, salvo che l'ordine delle parole è alquanto mutato, e qui si aggiunge l'articolo את, come a designare un'altra traversa specifica. Questa traversa è dunque diversa dalle precedenti traverse, ed essa passava attraverso le assi stesse, cioè penetrando l'interno del loro spessore; poiché queste assi erano piuttosto spesse, onde i Settanta le chiamano colonne. Così dicono Lirano, Ugo, Abulense e il Certosino. Le rimanenti traverse infatti non passavano all'interno, ma soltanto lungo i dorsi esterni delle assi, attraverso anelli fissati ai dorsi delle assi a tale scopo. Questa traversa, come rettamente osserva Abulense, si trovava sul lato occidentale del tabernacolo, che copriva il Santo dei Santi: poiché quel lato soltanto aveva gli angoli; questa traversa dunque fu posta affinché potesse più fermamente legare insieme tutti i lati del tabernacolo. Anche Giuseppe Flavio fa menzione di questa traversa, nel libro III, capitolo 5, dove, enumerate le traverse del tabernacolo, dice che oltre a queste vi era una fila di traverse sul retro, cioè una che andava attraverso tutte le assi, per la quale i lati di entrambe le pareti erano tenuti insieme mediante ganci.
Versetto 34: Le assi egli rivestì d'oro
34. E LE ASSI STESSE (cioè le assi che erano veramente congiunte tra loro come un tavolato) EGLI RIVESTÌ D'ORO.
Versetto 36: Le quali con i loro capitelli rivestì d'oro
36. LE QUALI CON I LORO CAPITELLI RIVESTÌ D'ORO — in modo tale che le colonne fossero soltanto coperte d'oro, cioè di lamine d'oro, mentre i capitelli erano d'oro massiccio, come Dio aveva comandato a Mosè nel capitolo 26, versetto 32.
Versetto 37: Fece anche una cortina
37. FECE ANCHE UNA CORTINA — «Cortina» qui e in quanto segue è lo stesso che velo.
Versetto 38: Le quali ricoprì d'oro
38. LE QUALI RICOPRÌ D'ORO — Intendi similmente dal capitolo 26, versetto 37, che le colonne erano coperte di lamine d'oro, ma i capitelli erano d'oro massiccio; cioè, i ganci ovvero capitelli delle colonne erano d'oro, mentre le colonne stesse erano coperte di incisioni, cioè di cerchi d'oro che correvano intorno in giro, così come le colonne del cortile erano circondate da simili cerchi d'argento. Ciò appare chiaro dall'ebraico; e così vi era una giusta proporzione in tutte le cose, poiché le colonne del cortile erano adornate con spirali d'argento, quelle del tabernacolo con spirali d'oro; mentre quelle del Santo dei Santi (essendo le due più interne e più vicine all'oracolo) erano coperte non con spirali, ma con lamine d'oro massiccio.
Le Bibbie Regie in fine hanno queste ultime parole del capitolo: «Le quali anche ricoprì d'oro». Ma ciò è ridondante; poiché le basi di bronzo delle colonne non furono dorate: per il resto si veda il capitolo 26.