Cornelius a Lapide
«La fonte della sapienza è la parola di Dio nell'alto, e le sue vie sono i comandamenti eterni.» Vivi così, affinché tu viva in eterno. O Eternità, quanto sei lunga, quanto raramente dimori nelle menti degli uomini! Che cos'è l'eternità? È un cerchio che ritorna su sé stesso, il cui centro è «sempre», la cui circonferenza è «in nessun luogo», cioè «non finire mai». Che cos'è l'eternità? È una sfera ovunque rotonda e simile a sé stessa, nella quale non vi è principio né fine, nella quale non vi è un iniziare, né un cessare. Che cos'è l'eternità? È una ruota che sempre gira, e girerà per ogni volgere dei secoli. Che cos'è l'eternità? È un anno perpetuamente rivolto, che là dove tramonta e muore, ivi rinasce, e sorge di nuovo. Che cos'è l'eternità? È una fonte nella quale le acque, attraverso i loro meandri, rifluiscono sempre alla loro sorgente, affinché scorrano di nuovo; è una fonte perenne che dona acque incessanti, e queste o le dolcissime acque della benedizione, o le amarissime acque della maledizione. Che cos'è l'eternità? È un labirinto che si avvolge con innumerevoli giri, il quale conduce perpetuamente in cerchio coloro che vi entrano, li aggira e li perde. Che cos'è l'eternità? È un abisso di spirali, una spirale che sempre gira e si avvolge nell'immenso. Che cos'è l'eternità? È un serpente curvato orbicolarmente su sé stesso, che stringe la coda nella propria bocca, il quale nella propria fine sempre ricomincia, e non cesserà mai di ricominciare. È un principio senza principio, senza mezzo, senza fine. È un principio perpetuo, sconfinato e sempre iniziante, nel quale i Beati inaugurano continuamente la loro vita beata, e abbondano perpetuamente di sempre nuove delizie: i dannati muoiono sempre, e dopo ogni morte e agonia di morte, cominciano continuamente a morire e agonizzare di nuovo; cosicché come era in principio, così è ora, e sempre, e sarà nei secoli dei secoli. Finché la terra sarà terra, finché il cielo sarà cielo, finché Dio sarà Dio, tanto a lungo i Beati saranno beati, tanto a lungo regneranno e trionferanno; tanto a lungo i dannati saranno dannati, tanto a lungo arderanno nella pece e nello zolfo, e il fumo dei loro tormenti salirà nei secoli dei secoli.
O eterna verità, o vera carità, o cara eternità! Dio del mio cuore, concedi che Ti conosciamo, che a Te aneliamo con la mente e con il cuore, concedi che nessuna vanità ci catturi, vanità così breve e da compiangere per tutta l'eternità: concedi che trasciniamo con noi molti alla beata eternità: concedi che intraprendiamo opere eroiche di virtù in questo istante, le quali dinanzi a Dio e agli angeli risplendano come trofei e perdurino per tutta l'eternità. Amen.
Portate al Signore, o figli di Dio: portate al Signore i figli degli arieti. Portate al Signore gloria e onore: adorate il Signore nel suo santo atrio. Offrite olocausti, oblazioni, sacrifici pacifici, sacrifici per il peccato: le vostre vittime e i vostri olocausti siano resi pingui. Offrite olocausti di midollo con l'incenso degli arieti: offrite buoi con capri. Ma ormai olocausti e sacrifici per il peccato Tu non hai voluto, o Signore: quando apparve Cristo, la vera vittima per il peccato, e disse: Ecco, io vengo. Nel capo del libro è scritto di Me, che io faccia la Tua volontà, o Dio: Dio mio, l'ho voluto, e la Tua legge è nel mezzo del mio cuore. Immola a Dio il sacrificio di lode: e rendi i tuoi voti all'Altissimo. Il sacrificio di lode Lo onorerà: e là è la via per la quale ti mostrerà la sua salvezza. Sacrificio a Dio è uno spirito contrito: un cuore contrito e umiliato, o Dio, Tu non disprezzerai. Si diriga, o Signore, la nostra preghiera come incenso al Tuo cospetto: l'elevazione delle nostre mani come il sacrificio vespertino. Come nell'olocausto degli arieti e dei tori: e come in migliaia di pingui agnelli. Così sia fatto il nostro sacrificio al Tuo cospetto, affinché Ti sia gradito: poiché non vi è confusione per coloro che confidano in Te. E ora Ti seguiamo con tutto il cuore: e Ti temiamo, e cerchiamo il Tuo volto. Il fuoco divino sull'altare del nostro cuore, o Signore Gesù, infiamma incessantemente: quel fuoco che sei venuto a portare sulla terra e hai voluto fosse ardentemente acceso.
Il Signore elesse e innalzò Aronne; stabilì per lui un'alleanza eterna: affinché insegnasse a Giacobbe le sue testimonianze e desse luce a Israele nella sua legge. Gli conferì il sacerdozio della nazione: i suoi sacrifici ogni giorno consumò con il fuoco. Mosè gli riempì le mani: e lo unse con olio santo. Lo rivestì della veste di gloria: lo coronò con la tiara, con gli strumenti della potenza. Come la stella del mattino in mezzo alla nube, e come il sole rifulgente: così egli risplendette nel tempio di Dio. L'offerta del sommo Re era nella sua mano: versò alla base dell'altare il sangue dell'uva. Allora i figli di Aronne gridarono, suonarono le trombe lavorate: diedero una voce grande, cantando salmi al Signore. Tutto il popolo cadde con la faccia a terra, adorando il Signore: e offrì preghiere a Dio onnipotente e altissimo. Allora, discendendo, stese le sue mani sull'intera congregazione d'Israele: li benedisse nel nome del Signore. Ripeté la sua preghiera, chiedendo che fosse data al popolo la gioia del cuore, e che si facesse pace in Israele, per i giorni sempiterni.
Nadab e Abiu offrirono fuoco estraneo: un fuoco uscì dal Signore e li divorò. Il Signore separò gli animali mondi dagli immondi: vietò che contaminassero le loro anime con le cose immonde. Stabilì la purificazione nel parto, nella lebbra, nel flusso del seme e del sangue, dicendo: Siate santi, poiché io sono santo. Stabilì che nel giorno dell'espiazione si gettasse la sorte dei capri, e che il sommo sacerdote espiasse il Santo dei Santi. Tutto il sangue e il grasso rivendicò per sé: poiché nella sua mano è la nostra morte e la nostra vita. Stabilì le leggi del matrimonio: affinché nessuno si accostasse a una consanguinea. Stabilì che tanto i sacerdoti quanto le vittime fossero senza macchia: poiché Egli stesso è santo e li santifica. Stabilì la celebrazione della Pasqua, della Pentecoste, dei sabati e dei Tabernacoli: feste sante al Signore. Suonare la tromba alla neomenia: nel giorno insigne della solennità d'Israele. Stabilì il sabato della terra, stabilì il lieto giubileo: e in esso la remissione per tutti gli abitanti della terra. Stabilì le leggi dei voti, dei primogeniti, delle decime: e il cherem, santissimo al Signore. Fate voti e rendeteli al Signore Dio vostro: voi tutti che portate doni intorno a Lui. Non ha fatto così a ogni nazione: le sue cerimonie e i suoi giudizi non li ha manifestati ad esse. Mirabili sono le Tue testimonianze, o Signore: perciò la mia anima le ha scrutate. Dammi intelligenza e scruterò i Tuoi comandamenti: considererò le meraviglie della Tua legge. Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Santo: come era in principio, e ora, e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.