Cornelius a Lapide
Indice
Sinossi del capitolo
Racconta il passaggio degli Ebrei attraverso i confini dell'Idumea, versetto 4, e di Moab, versetto 9, e di Ammon, versetto 18, lasciando intatti gli abitanti di quelle terre. Infine, la guerra e la vittoria su Seon, versetto 24.
Testo della Vulgata: Deuteronomio 2,1-37
1. E partiti di là, venimmo nel deserto che conduce al Mar Rosso, come il Signore mi aveva detto: e girammo attorno al monte Seir per lungo tempo. 2. E il Signore mi disse: 3. Basta per voi girare attorno a questo monte; andate verso settentrione; 4. e comanda al popolo, dicendo: Passerete per i confini dei vostri fratelli, figli di Esaù, che abitano in Seir, e avranno timore di voi. 5. Fate dunque bene attenzione a non provocarli: perché non vi darò della loro terra neppure quanto può calpestare l'orma di un piede, poiché ho dato il monte Seir a Esaù in possesso. 6. Comprerete da loro il cibo a prezzo di denaro, e mangerete: attingerete acqua comprata a prezzo di denaro, e berrete. 7. Il Signore Dio tuo ti ha benedetto in ogni opera delle tue mani; ha conosciuto il tuo cammino, come hai attraversato questo grande deserto per quarant'anni; il Signore Dio tuo dimorando con te, e nulla ti è mancato. 8. E quando fummo passati oltre i nostri fratelli, figli di Esaù, che abitavano in Seir, per la via della pianura, da Elat e da Esion-Gheber, giungemmo alla via che conduce nel deserto di Moab. 9. E il Signore mi disse: Non combattere contro i Moabiti, e non entrare in battaglia contro di loro: perché non ti darò nulla della loro terra, poiché ho dato Ar ai figli di Lot in possesso. 10. Gli Emim furono i primi abitanti di essa, un popolo grande e forte, e così alto che della stirpe degli Enachim 11. erano creduti quasi giganti, ed erano simili ai figli degli Enachim. E i Moabiti li chiamano Emim. 12. In Seir pure prima abitarono gli Orrei: i quali, essendo stati cacciati e distrutti, vi abitarono i figli di Esaù, come fece Israele nella terra del suo possesso, che il Signore gli diede. 13. Levatici dunque per attraversare il torrente Zared, vi giungemmo. 14. E il tempo nel quale viaggiammo da Cades-Barnea fino all'attraversamento del torrente Zared fu di trentotto anni: finché fu consumata tutta la generazione degli uomini atti alla guerra dal campo, come il Signore aveva giurato: 15. la cui mano fu contro di loro, affinché perissero di mezzo al campo. 16. E dopo che tutti i guerrieri furono caduti, 17. il Signore mi parlò dicendo: 18. Tu oggi passerai i confini di Moab, la città chiamata Ar: 19. e avvicinandoti al territorio dei figli di Ammon, guàrdati dal combattere contro di loro, e non ti muovere a battaglia: perché non ti darò della terra dei figli di Ammon, poiché l'ho data ai figli di Lot in possesso. 20. Fu considerata terra di giganti: e in essa un tempo abitarono giganti, che gli Ammoniti chiamano Zamzummim, 21. un popolo grande e numeroso, e di alta statura, come gli Enachim, che il Signore distrusse davanti a loro: e li fece abitare al loro posto, 22. come aveva fatto per i figli di Esaù, che abitano in Seir, distruggendo gli Orrei e dando loro la terra, che possiedono fino al giorno presente. 23. Gli Avvei pure, che abitavano in Caserim fino a Gaza, i Cappadoci li espulsero: i quali, usciti dalla Cappadocia, li sterminarono e abitarono al loro posto. 24. Alzatevi e attraversate il torrente Arnon: ecco, ho consegnato nelle tue mani Seon l'Amorreo, re di Chesbon, e la sua terra; comincia a prenderne possesso e attacca battaglia contro di lui. 25. Oggi comincerò a mandare il terrore e lo spavento di te sopra i popoli che abitano sotto tutto il cielo: cosicché, udendo il tuo nome, tremino e siano scossi come donne in travaglio, e siano presi dal dolore. 26. Mandai dunque messaggeri dal deserto di Chedemot a Seon re di Chesbon, con parole di pace, dicendo: 27. Passeremo per la tua terra; cammineremo per la via pubblica: non devieremo né a destra né a sinistra. 28. Vendici il cibo a prezzo di denaro, affinché mangiamo: dacci l'acqua a prezzo di denaro, e così berremo. Solamente concedici il passaggio, 29. come hanno fatto i figli di Esaù, che abitano in Seir, e i Moabiti, che dimorano in Ar: finché giungiamo al Giordano e passiamo nella terra che il Signore nostro Dio ci darà. 30. Ma Seon re di Chesbon non volle concederci il passaggio: perché il Signore Dio tuo aveva indurito il suo spirito e reso ostinato il suo cuore, per consegnarlo nelle tue mani, come ora vedi. 31. E il Signore mi disse: Ecco, ho cominciato a consegnarti Seon e la sua terra; comincia a prenderne possesso. 32. E Seon uscì contro di noi con tutto il suo popolo a battaglia a Iaas. 33. E il Signore nostro Dio ce lo consegnò: e lo colpimmo con i suoi figli e tutto il suo popolo. 34. E prendemmo tutte le sue città in quel tempo, uccidendo gli abitanti, uomini e donne e bambini; non lasciammo nulla in esse. 35. Tranne il bestiame, che toccò in sorte a quelli che saccheggiavano: e le spoglie delle città che prendemmo, 36. da Aroer, che è sulla riva del torrente Arnon, e la città posta nella valle, fino a Galaad. Non vi fu villaggio né città che sfuggisse alle nostre mani: il Signore nostro Dio ce le consegnò tutte. 37. Tranne la terra dei figli di Ammon, alla quale non ci accostammo: e tutto ciò che è adiacente al torrente Iabbok, e le città dei monti, e tutti i luoghi dai quali il Signore nostro Dio ci proibì.
Versetto 1: Girammo attorno al monte Seir
Versetto 1. GIRAMMO ATTORNO AL MONTE SEIR, — cioè l'Idumea: padre degli Idumei fu infatti Esaù, che fu chiamato Edom, perché rosso; e Seir, perché peloso. Si vedano questi giri degli Ebrei attraverso il deserto e attorno all'Idumea, raffigurati al vivo nelle tavole di Adricomi. Inoltre l'Idumea è chiamata monte perché è alta e montuosa. Perciò Abdia, versetti 3 e 9, dice che gli Idumei dimorano nelle fessure delle rocce e dei monti, e aggiunge: «Se ti sarai innalzato come l'aquila, e se avrai posto il tuo nido fra le stelle, di là ti trarrò giù, dice il Signore.» Così San Girolamo, Sui Luoghi Ebraici.
Versetto 3: Andate verso settentrione
Versetto 3. ANDATE VERSO SETTENTRIONE, — andate verso la terra promessa, che è a settentrione dell'Idumea, attorno alla quale avete girato per lungo tempo verso il mezzogiorno e l'oriente; ma avendo misericordia di voi, voglio che abbreviate il vostro cammino attraverso i confini dell'Idumea il più presto possibile, affinché procediate direttamente in Canaan, ossia passando fra i Moabiti e gli Ammoniti, attraverso i regni di Og e di Seon.
Versetto 4: Passerete per i confini dei figli di Esaù
Versetto 4. PASSERETE PER I CONFINI DEI VOSTRI FRATELLI, FIGLI DI ESAÙ. — Sebbene infatti in Numeri XX, 21, gli Idumei inizialmente negarono il passaggio agli Ebrei, tuttavia da questo passo, e dai versetti 6 e 29, è chiaro che essi alla fine concessero il passaggio agli Ebrei, almeno attraverso i confini estremi della loro regione. Così l'Abulense, benché Lirano con Rabbi Salomone la pensi diversamente.
Versetto 5: Non provocateli
Versetto 5. NON PROVOCATELI, — In ebraico, «non mescolate guerra», cioè con loro.
Versetto 6: Comprerete da loro il cibo a prezzo di denaro
Versetto 6. COMPRERETE DA LORO IL CIBO A PREZZO DI DENARO, E MANGERETE. — Da ciò è chiaro che gli Ebrei, dediti alla carne e al ventre, nel deserto non mangiavano soltanto la manna ma anche altri cibi, che compravano dagli Idumei e da altri popoli vicini, oppure cacciavano, oppure ottenevano dai propri greggi. La stessa cosa risulta da Giosuè I, 11; così Andrea Masio su quel passo, Pererio nell'Esodo XIII, disputa 7, Lorino nel capitolo XVI della Sapienza, l'Abulense nell'Esodo XVI, Questione XII.
Versetto 10: Gli Emim furono i primi abitanti
Versetto 10. GLI EMIM FURONO I PRIMI ABITANTI DI ESSA, — cioè di Moab. Si noti: Vi erano anticamente diverse specie, o stirpi, di giganti, come risulta dalla Genesi XIV, 5. Alcuni infatti erano chiamati Emim, cioè «terribili», ossia nell'aspetto, a causa dell'immensa statura e vastità del corpo: giacché ema in ebraico significa «terrore». Così il Caldeo e San Girolamo nelle sue Questioni sulla Genesi, capitolo XIV. Inoltre, Oleaster deriva Emim da amma, cioè «cubito», come a dire: Uomini di cubiti, ossia di molti. In secondo luogo vi erano i Refaim, che sono nominati sia altrove sia qui al versetto 11 nell'ebraico, così chiamati o dal primo gigante, loro progenitore, Rafa, di cui si fa menzione in I Cronache XX, 6; oppure perché facevano venir meno gli spiriti degli uomini e li sopraffacevano e dissolvevano con la loro immensa statura e mole: giacché rapha significa «sciogliere, dissolvere». R. Nehemanno, e seguendolo Andrea Masio in Giosuè XII, 4, ritengono che Refaim fosse un soprannome degli Evei; poiché gli Evei erano chiamati dai serpenti, in quanto come essi abitavano nelle caverne della terra, così parimenti furono chiamati Refaim, come a dire «quelli degli inferi», perché dimoravano sottoterra nelle caverne: così infatti Isaia, capitolo XXVI, versetto 14, chiama i morti Refaim. In terzo luogo vi erano gli Enachim, ossia i figli e discendenti di Enac il gigante, del quale si veda Giosuè XXI, 14, e capitolo XV, versetti 13 e 14. Alcuni tuttavia ritengono che Enac non sia un nome proprio ma un soprannome, come a dire «Torquato» (colui che porta la collana), perché questi giganti andavano attorno portando collane: giacché anac significa «collana». Così fra i Romani, T. Manlio, dalla collana che strappò a un Gallo nella battaglia presso l'Aniene, fu chiamato Torquato.
Versetto 12: In Seir prima abitarono gli Orrei
Versetto 12. IN SEIR PURE PRIMA ABITARONO GLI ORREI (dei quali si veda Genesi XIV, 5, che Chedorlaomer colpì, devastando le montagne di Seir. Andrea Masio in Giosuè XII, 4, ritiene che gli Orrei fossero Trogloditi, e così chiamati dalle caverne che abitavano (giacché chur significa «foro, antro, caverna») al pari degli Evei, di cui gli Orrei erano parenti, che poi gli Idumei espulsero, come qui si dice, così come gli Ebrei espulsero gli Amorrei: questo è infatti ciò che segue:) COME FECE ISRAELE NELLA TERRA DEL SUO POSSESSO, — cioè nella terra dei due re, Og e Seon: gli Israeliti non erano ancora entrati nel resto della terra promessa.
Versetto 15: La cui mano fu contro di loro
Versetto 15. LA CUI (DEL SIGNORE) MANO FU CONTRO DI LORO, — come a dire: La potenza, la forza e la vendetta del Signore, che presso gli uomini si suole esercitare con la mano, fu tesa contro i mormoratori, affinché perissero, oppure, come dice l'ebraico, per distruggerli o schiacciarli nel deserto.
Versetto 19: Perché l'ho data ai figli di Lot
Versetto 19. PERCHÉ L'HO DATA AI FIGLI DI LOT. — I figli di Lot furono Ammon e Moab: perciò, per i meriti di Lot, Dio volle che la terra di Ammon e quella di Moab passassero ai suoi discendenti, così come volle che l'Idumea passasse ai discendenti di Esaù, per i meriti di Isacco e Abramo, loro avi, dopo che gli Orrei erano stati espulsi, e non volle che gli Ebrei la invadessero o occupassero.
Versetto 20: Gli Zamzummim
Versetto 20. IN ESSA (AMMON) UN TEMPO ABITARONO GIGANTI, CHE GLI AMMONITI CHIAMANO ZAMZUMMIM. — Questi sono quelli chiamati Zuzim in Genesi XIV, 5, cioè «i forti», come traducono ivi i Settanta; da qui infatti in ebraico mezuzot sono gli stipiti delle porte delle case, perché sono saldi e robusti. Zamzummim poi in ebraico significa, in primo luogo, «scellerati e malvagi»: giacché zimmah significa «scelleratezza, delitto». In secondo luogo, di grandezza inaudita e straordinaria. In terzo luogo, famosi, celebri, che sono sulla bocca e nella stima degli uomini: perciò il Caldeo traduce chushbane, cioè «ragguardevoli, celebri»: la radice zamam infatti significa «pensare, stimare, macchinare e tramare». Da ciò sembra che gli Ammoniti e i Moabiti, al pari degli Ebrei, usassero la lingua ebraica: giacché Zuzim, Zamzummim, Emim (versetto 11) sono nomi ammoniti e moabiti, al pari di quelli ebraici. Lot infatti, loro padre, visse nella famiglia di Abramo l'Ebreo, suo zio, e discendeva da Eber, nella cui famiglia rimase la lingua ebraica durante la divisione delle nazioni e delle lingue a Babele. Tutte queste nazioni infatti, e anzi tutti i Cananei, usavano la lingua cananea, che San Girolamo insegna in Isaia capitolo XIX essere affine alla lingua ebraica. Perciò anche gli esploratori inviati da Giosuè a Gerico parlarono con Raab la Cananea, intendendo certamente la sua lingua cananea, e da lei compresi. Si veda Serario su Giosuè capitolo II, Questione XXV.
Versetto 21: Li fece abitare al loro posto
Versetto 21. E (IL SIGNORE) LI FECE (GLI AMMONITI) ABITARE AL LORO POSTO (al posto degli Zamzummim).
Versetto 23: I Cappadoci espulsero gli Avvei
Versetto 23. GLI AVVEI PURE, ECC., I CAPPADOCI LI ESPULSERO, — come a dire: Come gli Avvei furono espulsi dai Cappadoci, gli Orrei dagli Idumei, i Refaim dagli Ammoniti: così anche gli abitanti della Palestina, e in primo luogo Seon con il suo popolo, saranno espulsi da voi, o Ebrei. Se questi Cappadoci fossero Greci o Palestinesi, lo discuterò in Geremia XLVII, 4.
Versetto 25: Oggi comincerò a mandare il terrore
Versetto 25. OGGI COMINCERÒ A MANDARE IL TERRORE E LO SPAVENTO DI TE SOPRA I POPOLI CHE ABITANO SOTTO TUTTO IL CIELO, — ai quali, cioè, giungerà la fama delle cose compiute da Me per te, come segue. La parola «tutto» deve dunque essere presa in senso adeguato. Così Oleaster.
Rabbi Salomone insegna, o piuttosto inventa, che il terrore di Mosè fosse sotto tutto il cielo: perché nella vittoria su Seon e Og il sole si fermò, come si fermò quando Giosuè combatté contro molti re a Gabaon, Giosuè X, 12. La Scrittura infatti non dice nulla di simile riguardo a Mosè.
Versetti 28-29: Solamente concedici il passaggio
Versetti 28 e 29. SOLAMENTE (CHIEDIAMO SOLO) CHE CI CONCEDIATE IL PASSAGGIO, COME HANNO FATTO I FIGLI DI ESAÙ (attraverso i confini estremi del loro territorio, come ho detto al versetto 4) E I MOABITI, CHE DIMORANO IN AR. — Dapprima dunque i Moabiti concessero qualche passaggio nei confini di Ar agli Ebrei; ma poco dopo, vedendo che Seon re veniva ucciso da loro, cominciarono a temere per sé stessi, specialmente quando gli Ebrei si avvicinarono a loro una seconda volta per un'altra via; perciò chiamarono Balaam perché maledicesse gli Ebrei, Numeri XXII, 5. Così l'Abulense. Andrea Masio in Giosuè capitolo XII, 3, ritiene che Ar sia Areopoli.
Versetto 30: Il Signore indurì il suo spirito
Versetto 30. PERCHÉ IL SIGNORE DIO TUO AVEVA INDURITO IL SUO SPIRITO, — sottraendogli la grazia che ammorbidisce, e d'altra parte gettando in lui il timore e lo spavento degli Ebrei: un re pagano aveva infatti ragione di temere che gli Ebrei, con il pretesto del passaggio, si impadronissero a tradimento del suo regno; e così presentandogli la richiesta degli Ebrei per il passaggio, che Egli prevedeva sarebbe stata assolutamente rifiutata; da cui conseguì che gli Ebrei tentassero il medesimo con la forza e la guerra, nella quale Seon soccombette e fu consegnato nelle loro mani. Si veda sull'indurimento quanto è stato detto nell'Esodo, capitolo VII, versetto 3.
Versetto 33: Lo colpimmo con i suoi figli
Versetto 33. E LO COLPIMMO CON I SUOI FIGLI E TUTTO IL SUO POPOLO. — Giuseppe Flavio riferisce, a quanto pare di sua invenzione, come è suo costume abbellire gli avvenimenti, che in questa guerra molti degli Amorrei morirono di sete; altri, gettandosi verso il fiume Arnon, furono trafitti con giavellotti; altri, fuggendo verso le mura, furono intercettati dai frombolieri e totalmente distrutti.
Da quanto detto finora, è chiaro che Mosè, sebbene escluso dalla Terra Santa al pari di Aronne, ebbe tuttavia molti privilegi e gioie più di lui. Primo, che entrò in una parte della Terra Santa che è al di là del Giordano, ossia in Galaad: mentre Aronne era già morto prima sul monte Hor. Secondo, che sconfisse Og e Seon, prese i loro regni e li divise fra il suo popolo. Terzo, che ricevette la benedizione di Balaam. Quarto, che sterminò i Madianiti. Quinto, che da vicino contemplò l'intera terra promessa. Così l'Abulense.
Versetto 34: Uccidendo uomini, donne e bambini
Versetto 34. UCCIDENDO GLI ABITANTI, UOMINI E DONNE E BAMBINI. — Perché Dio aveva comandato che tutte le nazioni le cui città gli Ebrei dovevano possedere fossero interamente distrutte, come risulta dal capitolo XX, versetto 16.
Versetto 37: Adiacente al torrente Iabbok
Versetto 37. CHE È ADIACENTE AL TORRENTE IABBOK, — dove Giacobbe lottò con l'angelo, Genesi XXXII, 22, e appartiene agli Ammoniti.