Cornelius a Lapide
Indice
Sinossi del Capitolo
Mosè ripete alcune leggi sulla misericordia, da esercitarsi anche verso gli animali — come quella sul sollevare il bue, quella sul non prendere la madre insieme ai piccoli, quella sul non arare con un bue ed un asino. In secondo luogo, al versetto 13, si comanda che il marito che accusi falsamente la sposa di fornicazione sia battuto e paghi cento sicli d'argento. In terzo luogo, al versetto 20, si comanda che l'adultero e l'adultera, anche se ella fosse soltanto fidanzata, siano lapidati. In quarto luogo, al versetto 25, chi violenta una vergine non fidanzata è comandato a pagare 50 sicli d'argento, a sposare la vergine ed a tenerla per sempre.
Testo della Vulgata: Deuteronomio 22,1-30
1. Non vedrai il bue di tuo fratello o la sua pecora smarrirsi, e passerai oltre; ma li ricondurrai a tuo fratello, 2. anche se tuo fratello non è tuo vicino, né lo conosci: li porterai nella tua casa, e rimarranno presso di te finché tuo fratello non li cerchi, e li riceva. 3. Allo stesso modo farai del suo asino, e del suo vestito, e di ogni cosa di tuo fratello che sia andata perduta: se la trovi, non trascurarla come se fosse d'altri. 4. Se vedrai l'asino o il bue di tuo fratello caduto sulla via, non distoglierai lo sguardo, ma lo solleverai insieme a lui. 5. La donna non indosserà una veste da uomo, né l'uomo userà una veste da donna: poiché chiunque fa tali cose è in abominio presso Dio. 6. Se camminando lungo la via troverai un nido d'uccello in un albero o in terra, e la madre che cova sopra i piccoli o sulle uova, non prenderai la madre insieme ai piccoli; 7. ma la lascerai andare, trattenendo i piccoli che hai catturato, affinché tu abbia bene, e viva a lungo. 8. Quando edificherai una casa nuova, farai un parapetto intorno al tetto, affinché non si versi sangue nella tua casa, e tu non sia reo qualora un altro scivoli e cada a precipizio. 9. Non seminerai la tua vigna con un'altra specie di seme; affinché il seme che hai seminato e ciò che nasce dalla vigna non siano entrambi egualmente santificati. 10. Non arerai insieme con un bue ed un asino. 11. Non indosserai una veste tessuta di lana e lino insieme. 12. Farai nappe sulle frange ai quattro angoli del mantello con cui ti copri. 13. Se un uomo prende moglie, e poi la odia, 14. e cerca pretesti per ripudiarla, accusandola con cattiva reputazione, e dice: Ho preso questa donna come moglie, ed entrando da lei non l'ho trovata vergine; 15. il padre e la madre di lei la prenderanno, e porteranno con sé i segni della sua verginità agli anziani della città che sono alla porta; 16. ed il padre dirà: Ho dato mia figlia a costui come moglie, e poiché la odia, 17. le impone una cattiva reputazione, dicendo: Non ho trovato tua figlia vergine; ed ecco, questi sono i segni della verginità di mia figlia. Stenderanno la veste davanti agli anziani della città: 18. e gli anziani di quella città prenderanno l'uomo, e lo batteranno, 19. condannandolo inoltre a pagare cento sicli d'argento, che darà al padre della fanciulla, perché ha diffamato con cattiva reputazione una vergine d'Israele: ed egli l'avrà come moglie, e non potrà ripudiarla in tutti i giorni della sua vita. 20. Ma se è vero ciò che le imputa, e non si trova verginità nella fanciulla, 21. la cacceranno fuori della porta della casa di suo padre, e gli uomini di quella città la lapideranno, e morirà: perché ha commesso un'infamia in Israele, fornicando nella casa di suo padre; e toglierai il male di mezzo a te. 22. Se un uomo giacerà con la moglie d'un altro, entrambi moriranno, cioè l'adultero e l'adultera: e toglierai il male da Israele. 23. Se un uomo avrà fidanzato una giovane vergine, e qualcuno la trova nella città, e giace con lei, 24. li condurrai entrambi alla porta di quella città, e saranno lapidati: la fanciulla, perché non ha gridato, mentre era nella città; l'uomo, perché ha umiliato la moglie del suo prossimo: e toglierai il male di mezzo a te. 25. Ma se un uomo, nel campo, trova una fanciulla che è fidanzata, e afferrandola giace con lei, egli solo morirà: 26. la fanciulla non subirà nulla, né è rea di morte; poiché come un brigante insorge contro suo fratello ed uccide la sua vita, così anche la fanciulla ha patito. 27. Era sola nel campo: gridò, e non vi fu alcuno presente a liberarla. 28. Se un uomo trova una fanciulla vergine che non ha fidanzato, e afferrandola giace con lei, e la cosa viene a giudizio: 29. colui che ha giaciuto con lei darà al padre della fanciulla cinquanta sicli d'argento, e l'avrà come moglie, perché l'ha umiliata: non potrà ripudiarla in tutti i giorni della sua vita. 30. L'uomo non prenderà la moglie di suo padre, né scoprirà la sua coperta.
Versetto 1: Non vedrai il bue di tuo fratello smarrirsi
1. NON VEDRAI IL BUE DI TUO FRATELLO (cioè d'un Giudeo, che è della tua nazione e stirpe, come pure della tua religione. Sotto il termine «bue» intendi il cavallo, il mulo e gli altri animali: poiché la ragione è la medesima per tutti) SMARRIRSI, E PASSERAI OLTRE: MA LO RICONDURRAI A TUO FRATELLO. — Dio stabilì questo per favorire ed esercitare la mutua carità tra i Giudei. Per la medesima ragione comanda al versetto 4 che l'asino del prossimo caduto a terra sia sollevato. Perché dunque non dovrebbero fare altrettanto i Cristiani, anche se sono contadini e villici? Alfonso d'Aragona, re di Napoli e di Sicilia, mentre attraversava la Campania, s'imbatté in un mulattiere il cui giumento, carico di farina, era rimasto impantanato nel fango, e il mulattiere implorava l'aiuto dei passanti; il re stesso, smontando da cavallo, prestò la sua opera al mulattiere per estrarre l'asino dal fango; e quando il mulattiere riconobbe il re, cadendo in ginocchio chiese perdono; il re lo congedò con parole benevole, e con questo gesto si conciliò i popoli della Campania. Ne è testimone il Panormitano, nella sua Vita, libro I.
Misticamente, se Dio comanda che un asino giacente sotto un carico sia sollevato, quanto più comanda che l'uomo gemente sotto il peccato sia sollevato e condotto fuori? San Bernardo, epistola 203: «La vergine d'Israele», dice, «è caduta, e non vi è chi la rialzi. Fino a quando giacerà l'oro nel fango? Raccogliete la perla, raccogliete, sollevate la gemma più splendente e più preziosa dal letamaio, sollevatela, prima che sia calpestata sotto i piedi dei porci, cioè degli spiriti immondi.»
Versetto 5: Il travestimento è vietato
5. LA DONNA NON INDOSSERÀ UNA VESTE DA UOMO, NÉ L'UOMO USERÀ UNA VESTE DA DONNA — sia perché ciò è in sé indecoroso, vale a dire che un uomo finga con la sua veste d'essere una donna, o che una donna finga con la sua veste d'essere un uomo; sia affinché non si dia occasione a libidini occulte e ad altri vizi; infatti la migliore custode della castità è l'onestà del vestire: poiché, come dice il Poeta:
«Qual pudore può mostrare una donna elmata, Che fugge dal suo sesso?»
Ed Erodoto: «La donna», dice, «insieme alla veste depone anche il pudore.» Vedi Rabano. Vedi anche l'epistola di Sant'Ambrogio ad Ireneo, dove egli tratta a fondo questa legge del Deuteronomio, e ne dà quattro ragioni. «Primo: perché», dice, «tu, uomo, non vuoi apparire come sei nato? Perché ti assumi un aspetto estraneo? Perché fingi d'essere una donna, o tu, donna, un uomo? La natura ha rivestito ciascun sesso con le proprie vesti. Invero l'uso, il colore, il movimento, l'andatura, le forze e la voce sono diversi nell'uomo e nella donna. Secondo: anche negli uccelli vi è un appropriato paragone quanto al vestito tra essi e gli uomini. Infatti in loro le stesse vesti naturali distinguono il sesso. I pavoni maschi sono belli; le femmine non sono ugualmente dipinte con i vari colori delle piume. Anche i fagiani hanno un colore diverso, che distingue la distinzione dei sessi. E riguardo ai polli? “Certamente l'aspetto del gallo è diverso da quello della gallina.” Forse essi mutano il loro aspetto? Perché dunque desideriamo mutare il nostro? Terzo: la menzogna è turpe anche nella parola, tanto più nell'abbigliamento. Infatti nelle chiese, dove vi è menzogna della fede, vi è anche menzogna della natura; colà per gli uomini assumere una veste muliebre ed un portamento femminile è ritenuto sacrilegio (cioè esecrabile, sacrilego). Donde la legge dice: Perché immondo davanti al Signore è chiunque fa queste cose. Quarto: giustamente non è conservata la castità dove non è mantenuta la distinzione dei sessi.» Da cui segue: «Poiché chiunque fa queste cose è in abominio presso Dio.» Per cui sembra aver peccato mortalmente il Giudeo che usa veste femminile, e la Giudea che usa veste maschile. Onde questo precetto sembra essere in parte naturale, in parte cerimoniale, ed ormai abolito, in quanto obbligava sotto peccato mortale. Infatti ora non è peccato mortale se un uomo o una donna scambiano le vesti del loro sesso per leggerezza, purché sia assente lo scandalo, l'intenzione e il pericolo di libidine, come insegnano San Tommaso, Gaetano, e da essi Navarro, Enchiridion capitolo XXIII, numero 22.
Tropologicamente Cirillo, libro V Sull'adorazione, foglio 87: Dio ha in abominio, dice, e considera spettacolo turpissimo sia la finzione di fortezza in una vita molle, sia il languore di animo molle in un uomo forte.
Ancora Ruperto: La donna, dice, indossa la veste dell'uomo quando colui che non sa tenere il governo della propria vita osa farsi giudice della vita altrui, e presume di presiedere chi non ha ancora imparato ad essere sottomesso. Al contrario, l'uomo usa la veste della donna quando l'uomo spirituale, o un dottore o un prelato, che in quanto uomo presiede nella Chiesa, segue i vizi molli: donde avviene che la predicazione di colui la cui vita è disprezzata è essa stessa disprezzata.
Versetto 6: Il nido dell'uccello
6. NON PRENDERAI LA MADRE CON I PICCOLI — non catturerai la madre con i piccoli nel nido. La ragione di questa legge fu che per mezzo di essa i Giudei fossero condotti alla pietà ed alla misericordia, da esercitarsi anche verso gli animali; affinché più facilmente, dice Tertulliano, libro II Contro Marcione, capitolo XVII, «l'umanità, esercitata preventivamente nel bestiame e nelle bestie, venga addestrata al sollievo degli uomini.» Così pure Teodoreto, Questione XXI. Per la medesima ragione Dio vietò loro di cuocere il capretto nel latte di sua madre, cioè un lattante, Esodo 23,19; e di arare con bue ed asino, in questo capitolo, versetto 10; e di mettere la museruola al bue che trebbia il grano, Deuteronomio capitolo XXIV, versetto 4.
Versetto 8: Un parapetto intorno al tetto
8. QUANDO EDIFICHERAI UNA CASA NUOVA, FARAI UN PARAPETTO INTORNO AL TETTO. — In Palestina i tetti delle case erano piani, sui quali si camminava, proprio come noi facciamo nei piani superiori; pertanto, affinché non accada che qualcuno cada dall'alto intorno alle estremità a terra, Dio qui comanda che essi siano recinti con un muretto o una barriera.
Ascolta Maldonato su Geremia capitolo XLVIII, versetto 38: «In Giudea», dice, «i tetti erano aperti di sopra e spianati, lastricati di mattoni ed intonacati con cemento, quali oggi ve ne sono molti nella nostra Betica ed in Italia, come anche San Girolamo notò nella sua epistola a Sunnia e Fretella, e dice che a Roma sono chiamati solari o balconi. E così sui tetti d'inverno prendevano il sole, d'estate cenavano di notte; e dormivano all'aperto, e spesso i Giudei vi si radunavano per conversare. Da cui si comprende quel detto: Ciò che udite nell'orecchio, predicatelo sopra i tetti, Matteo 10,17. E Pietro, Atti 10,9, salì sul tetto per pregare.»
Versetto 9: Semi misti nella vigna
9. NON SEMINERAI LA TUA VIGNA CON UN'ALTRA SPECIE DI SEME (come a dire: Non seminerai tra le viti due specie di semi, ovvero semi eterogenei: infatti questi in ebraico sono detti kilayim): per esempio, frumento con spelta, avena con orzo. Infatti in Palestina, regione calda, si soleva seminare qualcosa tra i filari delle viti, dice Vatablo. Ma qui Dio vieta che ciò si faccia con semi diversi; e ne dà la ragione: AFFINCHÉ (l'uva ed i raccolti) NON SIANO ENTRAMBI SANTIFICATI — cioè inquinati, perché i raccolti provenienti da questa semina di mescolanze vietate da Dio sono considerati immondi, e quasi contaminano pure le uve vicine che essi toccano e circondano: così infatti qui stabilisce Dio; vedi quanto detto in Levitico 19,19. Nota: L'ebraico kadash, cioè santificare, è una di quelle parole di significato contrario: donde talvolta, come qui ed altrove, significa contaminare.
Altri lo spiegano così, come a dire: Affinché per avarizia, e per eccessivo desiderio di guadagno e di raccolti, tu non semini qualche seme tra le viti e le uve: perché la vigna esige per sé un terreno libero, e da sola richiede tutta la sua fertilità. Così Ruperto, Sant'Agostino e Procopio. Ma il primo senso è più genuino.
Troppo lontana è pure la spiegazione di Teodoreto, Questione XXIII: «Affinché non siano santificati», dice, come a dire: Voglio che mi santifichiate, cioè mi offriate, tali semi e raccolti misti: non seminate dunque tali cose, affinché non siate costretti ad offrirmeli.
Versetto 10: Non arare con bue ed asino
10. NON ARERAI INSIEME CON UN BUE ED UN ASINO. — La ragione è che le loro forze sono ineguali, e così l'asino accoppiato al bue sarebbe gravato oltre il giusto.
Tropologicamente San Gregorio, libro I dei Morali, capitolo XVI, come a dire: «Non accoppiare uno stolto con i saggi nella predicazione, affinché per mezzo di colui che non può compiere l'opera tu non ostacoli colui che la può compiere.» Così Platone, accoppiando i suoi due discepoli, cioè Senocrate, che era d'ingegno più tardo, con l'acuto Aristotele: «Ahimè», disse, «dovrò aggiogare un asino con un cavallo? Questo ha bisogno del freno, quello dello sprone.» Così Plutarco nella Vita di Platone.
Versetto 12: Nappe nelle frange
12. FARAI NAPPE NELLE FRANGE. — Di queste nappe e frange dei Giudei ho trattato in Numeri 15,38. Inoltre egli comanda che queste nappe siano fatte «ai quattro angoli», cioè ai bordi o alle estremità, «del mantello», cioè della veste esterna; perché, come dice l'Abulense, i mantelli, cioè le vesti esterne dei Giudei, erano aperte davanti e dietro, ed ai due angoli di ciascuna apertura vi erano due cordoni di color giacinto pendenti, e così vi erano quattro cordoni. Se qualcuno vuole intendere per «i quattro angoli» quattro differenti posizioni, affinché questi fili fossero nelle frange della veste esterna davanti e dietro, a destra ed a sinistra, non mi oppongo. Così infatti oggi vediamo i servitori di certi principi cucire i loro colori ed i loro stemmi su questi quattro lati del mantello. I Giudei ora nelle loro Sinagoghe gettano sulle spalle una veste rettangolare a cui sono cuciti questi fili, come ho detto in Numeri XV.
Versetto 14: Diffamare con cattiva reputazione
14. ACCUSANDOLA CON CATTIVA REPUTAZIONE — vale a dire del crimine di fornicazione e, per così dire, di adulterio; poiché nulla di peggiore e più turpe può dirsi di una donna, e specialmente di una vergine. Così l'Abulense.
NON L'HO TROVATA VERGINE — quando ella si era fatta passare per tale con me prima del fidanzamento, poiché altrimenti non l'avrei voluta sposare; e così questa donna era presunta, dalla sua stessa asserzione, aver fornicato dopo il fidanzamento, e perciò essere rea di morte, come si dice al versetto 21. Infatti ella stessa aveva asserito d'essere vergine quando fu fidanzata; e poi il marito asseriva di non averla trovata vergine; dunque tra il fidanzamento e le nozze era necessario dire che ella era stata corrotta, e perciò è condannata a morte, versetto 21. Poiché se ella avesse peccato prima del fidanzamento, non era punita con la morte, come è chiaro qui e da Esodo 22,16. Inoltre, subito dopo la celebrazione delle nozze, il marito doveva lamentarsi della fornicazione della sposa; altrimenti la sua accusa sarebbe stata presunta falsa, e sarebbe stata soltanto un'occasione cercata per ripudiarla.
Versetto 17: I segni di verginità
17. ECCO, QUESTI SONO I SEGNI DELLA VERGINITÀ DI MIA FIGLIA. — Per questi segni, l'Abulense e Lirano intendono le testimonianze delle matrone che avevano esaminato la verginità della sposa prima delle nozze; infatti il padre della sposa le aveva conservate messe per iscritto. Ma comunemente altri interpreti, ed anche l'Abulense stesso alla fine, intendono per questi segni la veste, come si dice al versetto 17, cioè un lino macchiato di sangue, il quale i medici dicono fluire dalla sposa al primo rapporto con la vergine. Questo lino dunque il padre della sposa, presenti lo sposo ed i testimoni, riceveva e riponeva; e, se lo sposo accusava la sposa di disonestà, lo produceva davanti al giudice, e così confutava la calunnia dello sposo. Questo infatti significa primo l'espressione «stenderanno la veste davanti agli anziani della città»; secondo, versetto 14, «entrando da lei, non l'ho trovata vergine». Perché se prima del rapporto coniugale le matrone avessero esaminato ed avessero detto ch'ella non era vergine ma corrotta, lo sposo non sarebbe entrato da lei, ma l'avrebbe immediatamente ripudiata od accusata.
Versetti 24-26: Fidanzata e non fidanzata
24. L'UOMO — non colui che l'aveva fidanzata a sé, versetto 23; ma colui che ha umiliato lei, che era fidanzata ad un altro, cioè che l'ha violata, come segue.
25 e 26. MA SE NEL CAMPO (nota: Una fanciulla fidanzata, se aveva subìto violenza nella città, a meno che non avesse gridato ed il suo grido fosse stato udito, era considerata aver consentito alla violenza, e perciò rea di morte: poiché se avesse gridato, i vicini sarebbero accorsi e l'avrebbero liberata; ma se gridava nel campo, anche se il suo grido non fosse stato udito da alcuno, era considerata innocente: perché colà a malapena vi era alcuno che potesse udirla ed aiutarla; donde riguardo a questa fanciulla dice): POICHÉ COME UN BRIGANTE INSORGE CONTRO SUO FRATELLO, ecc., COSÌ ANCHE LA FANCIULLA HA PATITO — in ebraico: poiché come qualcuno insorge contro il suo prossimo, e lo uccide con un colpo di vita, cioè con un colpo mediante il quale l'anima è separata dal corpo, così sta la cosa.
Versetti 28-30: Violentare una vergine non fidanzata
28. E AFFERRANDOLA — cioè usando la forza. Donde i Settanta traducono biasamenos (avendo usato violenza): poiché altrimenti nessuna legge sarebbe stabilita qui riguardo alle violentemente corrotte. Così Tertulliano, libro IV Contro Marcione, capitolo XXXIV; dunque colui che con la forza aveva disonorato una vergine non fidanzata, è qui comandato a sposarla ed a tenerla, ed inoltre a pagare al padre di lei 50 sicli d'argento.
30. NÉ SCOPRIRÀ LA SUA COPERTA — in ebraico: non scoprirai il lembo della veste di tuo padre, cioè, non scoprirai la veste od il rivestimento con cui era coperta la vergogna del padre; chiama vergogna del padre le parti intime della moglie del padre, come ho detto in Levitico 18,6.